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novembre 28 2004

 

avevo intenzione di copincollarlo tutto ma... oggi sono buona.

il_vile

..firmato.. giogiogio ..::: 18:33 :::.. link | commenti (10)
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novembre 27 2004

 

..firmato.. il_vile ..::: 18:45 :::.. link | commenti (18)
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Amenità delle trasmissioni radio francesi.
Programma alla radio intitolato "Migliorare la propria memoria si puo' ". La conduttrice : "Va bene, ora sentiamo le domande che i nostri ascoltatori volgiono fare al nostro esperto neurologo. Il primo in linea è Michel da Tolouse. Ciao Michel..." Silenzio. "Michel, sei in linea?" "Ehm, mhh, si si. Pronto. Ah si. Ehhh No scusate ho dimenticato la domanda...". Tac. La linea s'interrompe.

Vabbe' era solo una scusa per mettere la foto.....

..firmato.. amstel ..::: 16:51 :::.. link | commenti (11)
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novembre 26 2004

 

In attesa di poter curare foto e filmini su cuba vi racconto una disavventura metropolitana romana che puo' essere utile conoscere, soprattutto a chi va in giro su due ruote. Ieri sera prendo il motorino e vado allo stadio a vedere lazio-partizan (per la cronaca finita 2-2 dopo che siamo stati sotto di 2 gol) e parcheggio sul marciapiede del lungotevere flaminio all' incrocio col ponte duca d'aosta. Quando, scazzato, esco dallo stadio e raggiungo il mio dueruote mi accorgo di un miracolo: le catene che avevo messo si erano moltiplicate. O meglio, in aggiunta alle due messe da me era presente un lucchettone (anello spesso quasi 1cm) a bloccare la ruota anteriore. Le cose erano due: o la mia catena e il mio bloccadisco si erano accoppiati e riprodotti nella attesa o qualche simpatico voleva che lasciassi il motorino li' tutta la notte per avere tutto il tempo di venire a fregarselo. Propendendo per la seconda ipotesi chiamo il 113, qualcuno mi risponde dopo 2 minuti di squilli e mi dice che non puo' farci nulla (" che ci posso fa' non e' compito nostro...che vuoi che faccio la guardia al tuo motorino..."ecc ecc), i vigili sono altrettanto disponibili al servizio del cittadino ma almeno mi confermano che si tratta di un trucchetto frequente per rubare i motorini. Finalmente i pompieri dopo avermi chiesto se per caso non ero uno che stava fregando il motorino di un altro mi mandano una squadra che gentilmente mi libera dall'impiccio. La morale non e' che i pompieri sono piu' disponibili dei poliziotti (sara' solo un caso) ma che c'e' chi le pensa tutte per mettercelo al c...

..firmato.. marcosardo ..::: 15:18 :::.. link | commenti (4)
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Eccomi!!! Scusate il "ritorno-assente" ma avendo solo 3 settimane devo riprendere assolutamente in mano la tesi...Devo ammettere che Cuba é riuscita a distrarmi totalmente, anche riprendere ad allenarmi é stata dura! Spero di avere presto il tempo di montare il filmino per mostrarvi una versione decente, per ora pazientate e andate a vedere Donnie Darko, ho visto la versione inglese un paio d'anni fa e non so se era solo la lingua straniera a farmi quell'effetto ma l'ho trovato piuttosto originale ed affascinante... Tra l'altro in caso fatemi sapere che lo rivedo volentieri anche io tesi e triathlon permettendo!

..firmato.. DonnaBionica ..::: 13:22 :::.. link | commenti (10)
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novembre 25 2004

 

Teatro Ambra Jovinelli di Roma
Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali – Dipartimento Spettacolo,
Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale,
Fandango, Rai Teche, Cinecittà Holding,
Centro Teatro Ateneo-Università di studi La Sapienza
presentano
dal 6 al 12 dicembre 2004
Gian Maria Volonté
lo sguardo ribelle

Un’iniziativa dedicata alla figura e al lavoro
di Gian Maria Volonté, a dieci anni dalla scomparsa.

1994-2004. Dieci anni dopo la scomparsa di Gian Maria Volonté, niente ha mitigato il rimpianto per la sua perdita, per un senso di vuoto impossibile da colmare, per una mancanza che ha impoverito il panorama culturale italiano.
Gian Maria Volonté, come anche Pasolini, era un personaggio e un intellettuale raro, se non unico, in Italia, per la sua capacità di andare oltre la professione, la parte assegnata, il ruolo, per la sua vocazione innata a stare in mezzo alle cose, prendere posizione, vivere le passioni e le complessità in prima persona, non limitandosi mai a rappresentarle o interpretarle.
Per Gian Maria Volonté scegliere di fare un film (o uno spettacolo) non era mai un atto casuale o indifferente. «Io accetto un film o non lo accetto – dice Volonté – in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è sempre politico. Il cinema apolitico è un’invenzione dei cattivi giornalisti». Esattamente come il teatro. La discriminante dell’etichetta «teatro politico» è rifiutata da Volonté, perché serve solo a emarginare o isolare un determinato tipo di rappresentazione. Volonté ha sempre lottato contro le etichette e le barriere, e non si è fatto mai emarginare. E questo vale per l’arte come per la vita. «Essere attore – dice – è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta così di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressiste della società». Ed è solo in questo modo che il cinema, il teatro, lo spettacolo possono recuperare la loro funzione di mezzi di comunicazione di massa, solo così riescono ad essere forme interessanti di espressione. Da questo punto di vista, al di là dei giudizi di merito che di volta in volta è possibile dare, tutti i film di Volonté, tutti i suoi lavori teatrali, tutte le sue interpretazioni, sono interessanti.

Molto più che un grande attore, Gian Maria Volonté è testimone, protagonista, punto di riferimento di una stagione difficile e indimenticabile del nostro paese.
L’iniziativa «Lo sguardo ribelle» - proposta a dieci anni dalla morte di Gian Maria Volonté – vuole ripercorrere, approfondire e, se possibile, recuperare gli aspetti principali di una carriera e di una vita esemplari, ma anche temi e problematiche ancora del tutto presenti. Parlare dell’opera di Gian Maria Volonté nelle sue molteplici forme, delle sue scelte professionali e delle battaglie politiche, del suo modo personalissimo di intendere il rapporto tra l’arte e la vita, e di confrontarsi con il potere quale che sia, significa anche rivedere, da una posizione privilegiata, più di trent’anni di storia italiana.
L’iniziativa proposta si impernia essenzialmente sull’attività cinematografica di Volonté, ma darà lo spazio necessario anche agli altri momenti della sua carriera artistica: il teatro, la partecipazione ai grandi sceneggiati televisivi («L’idiota», «Il taglio del bosco», «Caravaggio», ecc.), i documentari politici, le interviste.

Si ringraziano :
Serena Dandini, Giovanna Gravina, la Casa del cinema , l’Archivio storico del movimento operaio e Daniela Bendoni

Sito ufficiale: www.gianmariavolonte.it





















..firmato.. il_vile ..::: 13:37 :::.. link | commenti (7)
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UN SILENZIO IMBARAZZATO?

PARLIAMO ALLORA DELLE MEZZESTAGIONI

"..un cane che abbaia a comando, la pioggia che cade e non cade, le nebbie striscianti che svelano e velano strade; profilo degli alberi secchi, spezzarsi scrosciante di stecchi. L'autunno ti fa sonnolento, la luce del giorno è un momento che irrompe e veloce è svanita: metafora lucida di quello che è la nostra vita... L'autunno che sfuma i contorni consuma in un giorno più giorni, ti sembra sia un gioco indolente, ma rapido brucia giornate che appaiono lente... odori di fumo e foschia, FANGHIGLIA DI PERIFERIA, distesa di foglie marcite.. Rinchiudersi in casa a aspettare qualcuno o qualcosa da fare, qualcosa che mai si farà, qualcuno che sai non esiste e che non suonerà... Rinchiudersi in casa a contare le ore che fai scivolare pensando confuso al mistero dei tanti "io sarò" diventati per dempre "io ero"... Rinchiudersi in casa a guardare un libro, una foto, un giornale e ignorando quel rodere sordo che cambia "io faccio" e lo fa diventare "io ricordo"...

La notte è di colpo calata, c'è un'oscurità perforata da un'auto che passa veloce lasciando soltanto al silenzio la buia sua voce; rumore che appare e scompare, immagine crepuscolare del correre tuo senza scopo, del tempo che gioca con te come il gatto col topo; le storie credute importanti si sbriciolano in pochi istanti: figure e impressioni passate si fanno lontane e lontana così è la tua estate... e vesti la notte incombente lasciando vagare la mente al niente temuto e aspettato..."

..firmato.. chienSabe ..::: 13:10 :::.. link | commenti (7)
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novembre 23 2004

 

ciao a tutti! siamo tornati dopo, in ordine sparso: giri per ammirare il fascino dell' Avana un po' post-coloniale, un po' revolucionaria un po' fifties, viaggi per le campagne cubane con vista su frasi di fidel e affascinanti paesini, giornate su spiagge con palme, noci di cocco e pochi ma ricchi turisti occidentali. avventure con un' auto che buca tre ruote su quattro e un autostoppista-ladro che restituisce tutto tranne 30 dollari e la bibliocard (!), notti in affitto in case di signore gentilissime, ottime cuoche e allevatrici di pappagallini in gabbia. E sparse su tuutte le vacanze pollo 'asado', frioles (fagioli neri), cocktails al rum a volte buonissimi e spesso mediocri, musei e souvenir sul Che e su Fidel, frasi e slogan di entrambi, foto e graffiti soprattutto del favoloso Ernesto. A presto maggiori dettagli, foto, racconti e proiezioni filmate...

..firmato.. marcosardo ..::: 15:02 :::.. link | commenti (11)
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Anche noi abbiamo finalmente il nostro bastard pop. Il mash up, quella pratica che mescola insieme prodotti improbabili ma incastrabili tra loro della cultura popolare musicale, di derivazione discjockeyale (ma mtv lo fa anche e mirabilmente con i video clip) e' un'arte, dai risultati spasso discutibili, ma quantomeno curiosa. Forse anche post-moderna. Gia' vecchia nel suo essere nuova. In questo sito di RicordiBastardi vi potete scaricare delle vere e proprie chicche nonche' copertina e retrocopertina per farvi il vostro cd di bastard pop "originale". Di quelle che ho sentito Toto Cutugno con i Blur di Girls and Boys e' davvero per la serie "separati alla nascita".... I Cugini di Campagna sulla base dei Radiohead e' un po' forzata ma andava fatto. Piano piano me li scarico tutti.

Ai maschietti del blog invece propongo qualcosa di altrettanto sfizioso, anche se meno culturale. si tratta di gentile donzella virtuale pronta a soddisfare tutti i vostri desideri articolati in lingua inglese. Magari poi nei commenti vi do qualche dritta.

Oh, attendiamo il reportage dei nostri due inviati a Cuba Zu' e MarcoSardo per aggiornarci sulle reali frontiere a lo stato attulale del socialismo applicato, ma sopratutto sulle condizioni dell'amico Fidel che ci legge tutti i giorni.

..firmato.. il_vile ..::: 14:57 :::.. link | commenti (7)
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novembre 19 2004

 

 "Come è felice il destino dell'incolpevole vestale, dimentica del
mondo, dal mondo dimenticata. Infinita letizia della mente candida,
accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio."

["How happy is the blameless Vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray'r accepted, and each wish resign'd."
(Alexander Pope)]







..firmato.. il_vile ..::: 20:09 :::.. link | commenti (3)
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..firmato.. giogiogio ..::: 14:57 :::.. link | commenti (14)
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abs middle chien!!

prossimamente nei vostri schemi

..firmato.. chienSabe ..::: 14:14 :::.. link | commenti (14)
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novembre 18 2004

 

(splinder alla frutta, non si vede un cazzo)

..firmato.. chienSabe ..::: 14:18 :::.. link | commenti (13)
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novembre 17 2004

 

"A Sora Rosa me ne vado via...c'ho er core a pezzi pe' la vergogna...de questa terra che nun m'aiuta mai...de questa gente che te sputa n'faccia...che nun ha mai preso...na farce n'mano...che se distingue pe na cravatta....me ne vojo anna' da sto paese marcio...che c'ha li buchi ar posto der cervello...che vò magna' sull'ossa de chi soffre...che pensa solo ar posto che pò perde...c'avemo forza e voja più de tutti...annamo là dove ce stanno i morti...anche se semo du ossa de prosciutti...ce vederà chi c'ha l'occhioni sani...che ce dirà venite giu' all'inferno...armeno c'avrete er foco pe l'inverno...se c'hai un core tu me poi capi'...se c'hai n'ammore tu me poi segui'...che ce ne frega si nun contamo gnente...se semo sotto li calli della gente...sai che te dico...io mo me butto ar fiume...cosi finisco de campa' sta vita...che a poco a poco m'ha succato l'occhi...annamo via tenemose pe mano...c'è solo questo de vero pe' chi spera...che forse un giorno chi magna troppo adesso...possa sputa' le ossa che so sante...!"

..firmato.. giogiogio ..::: 11:05 :::.. link | commenti (5)
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novembre 11 2004

 

note estemporanee sulla SINISTRA MEDIATIZZATA,

o su di una mediatizzazione sinistra

Gli anni Ottanta sono gli anni della sopravvivenza, la sinistra radicale resiste intorno ad alcuni centri sociali ed alcune organizzazioni più o meno superstiti degli anni Settanta (tra cui Dp), altri settori cercano nuove strade (l’ecologismo, etc.). Gli anni Novanta si aprono con la guerra del golfo, le bombe della mafia e la strage di Capaci, lo scioglimento della dc e dello psi. Mentre la sinistra istituzionale si ridefinisce intrecciandosi parzialmente (dal pci e dp, al pds-ds e il prc), la sinistra di movimento trova nuovi spazi: movimento contro la guerra, movimento dei consigli (contro le ristrutturazioni e le controriforme della legislazione del lavoro).

Intanto la Lega conquista Milano. Nasce Forza Italia. I governi si susseguono: centrosinistra e lega insieme, centrodestra, centrosinistra e prc, centrosinistra, destra.. I governi di centrosinistra si distinguono nel primo grosso smantellamento delle garanzie nel lavoro (pacchetto Treu), nel ricorso inedito e inaudito ai decreti legge (il parlamento viene marginalizzato a favore del governo), nell’avvio della controriforma universitaria (Zecchino), nelle leggi sul decentramento amministrativo finalizzate unicamente alla ‘riduzione’ delle spese (taglio dello stato sociale), nel bombardamento della Yugoslavia all’uranio impoverito, nell’istituzione dei campi di detenzione per migranti senza documenti (legge 40), nella preparazione del G8 e dei suoi piani di sicurezza-ordine pubblico etc.. I governi di destra si sa quello che hanno fatto: dalla Bossi-Fini alla Moratti, dal massacro di Genova alle svendite di tutto e tutti.

E’ in questo contesto che una nuova sinistra radicale si definisce. E’ possibile tracciare una mappa della sinistra radicale ma è molto difficile ed abbastanza inutile. Concentrandosi sugli ultimi cinque anni, credo che uno dei momenti più importanti sia stato l’anno precedente il G8 di Genova: una galassia di associazioni ed organizzazioni si sono collegate o anche semplicemente mostrate. Associazioni locali o impegnate in attività specifiche che vorrebbero o potrebbero rientrare un progetto più generale di cambiamento. Molti Social Forum, soprattutto nelle città medio-piccole sono stati il luogo di questa apertura politica. Il meglio della sinistra radicale (politicamente anche moderata, ma fortemente avanzata dal punto di vista sociale) ha avuto dei momenti e dei luoghi di legame e di confronto. Il G8 poi é stato il luogo dell’espressione di questa massa, nascosta dalla repressione e dalla sinistra radicale mediatizzata. Alle ferite fisiche e emotive di Genova è seguito a ruota l’11settembre. Io credo che quelle energie, quegli entusiasmi, quelle idee, che erano emerse verso Genova e poi si sono rimmerse in luoghi non visibili, ci siano e spero troveranno altri momenti per riemergere.

Cos’è la sinistra radicale mediatizzata? Genova o il movimento contro la seconda guerra del golfo, ad esempio, ma anche le lotte contro la privatizzazione della cultura attraverso i recenti fatti di Roma (che poi sono l’occasione di questa discussione su CasaRuben) sono stati spesso nascosti da questa sinistra mediatizzata che fa certamente parte del movimento ma che, a differenza di quello che spesso appare, non ne costituisce affatto la totalità. Io la dividerei in tre categorie non necessariamente opposte fra loro: i portavoce, lo pseudozapatismo e l’antifascismo militante.

-Con l’espressione porta voce si indica una direzione (supposta) del movimento che in quanto movimento non ha strutture di controllo della propria direzione; ogni social forum, ogni sindacato di base, ogni centro sociale che si rispetti ha il proprio “porta voce”. Rispetto al segretario di sezione il portavoce non é eletto: la retorica impedisce di pensare nuove forme di organizzazione e scade nell’ipocrisia. I “porta voce” non rinunciano ad andare a “porta a porta”. A volte sono stati consulenti esterni (pagati) di governi di centrosinistra, ma non è loro difficile rifarsi una verginità quando è meglio mostrarsi duri e puri.

-Lo pseudozapatismo è un fenomeno del cui nucleo si potrebbero ricostruire abbastanza precisamente le evoluzioni anche a livello organizzativo: nasce nei centri sociali aderenti alla carta di milano, nata dall’ennesima spaccatura della vecchia autonomia, passa per la creazione negli stessi luoghi dell’associazione YaBasta, quindi Tutebianche, poi Disobbedienti – ogni cambiamento di nome nasconde un parziale riorientamento e dei cambiamenti di alleanze. Questo nucleo esercita una parziale egemonia ideologico-retorica su altre aree della sinistra radicale. E’ a partire dalla fase YaBasta che lo zapatismo diventa retoricamente centrale. E’ pseudozapatismo per due motivi: lo zapatismo è un’esperienza di ribellione indigena armata e fortemente radicata socialmente all’interno della foresta chiapaneca ed è un movimento in cui la parola e quindi la retorica (senza accezione negativa) è oggetto di riflessione ed invenzione. Ma l’invenzione nasce dal tentativo di tradurre nuove pratiche sociali e nuove organizzazioni di lotta esistenti, vissute, in un linguaggio inedito evocativo mobilizzante. Gli pseudozapatisti italiani riprendono dello zapatismo solo l’aspetto linguistico col risultato di svuotare il senso delle parole.

Il processo di svuotamento del linguaggio raggiunge uno dei suoi apogei nella retorita del “siamo tutti”. Siamo tutti iracheni, ma noi non tentiamo d’addormentarci temendo che una bomba polverizzi la nostra casa, e cosí via: la retorica del “siamo tutti” banalizza la sofferenza trasformandola in un’identità esteriore di cui ci si può appropriare (e poi dimenticare).

Ma il processo di svuotamento supera il linguaggio e approda al gesto; trasforma la stessa azione politica in linguaggio (vuoto): inventa l’azione simbolica vedi mediatica. Incapace di inserirsi nel conflitto sociale, lo pseudozapatismo italiano mette in scena lo scontro con la polizia con i materassi di gommapiuma per guadagnare qualche metro verso un luogo simbolico. Rompe il muro di un centro di detenzione per migranti e scalfisce, quando riesce, l’emarginazione vissuta dai migranti soltanto nei trentasecondi di un telegiornale sensazionalista.

La disobbedienza non è, come in origine, l’uscita dalle leggi ingiuste attraverso pratiche sociali giuste ma la sua occasionale mediatizzazione.

Le parole e i gesti vuoti sono quello che i media cercano: immagine. Chi costruisce la propria identità e trova il senso del suo esistere nella parola e nel gesto vuoto ha bisogno dei media. L’intreccio perverso monopolizza l’immagine mediatica della sinistra radicale.

-L’antifascismo militante ha conosciuto la sua fortuna negli ultimi anni, riprende il vecchio slogan “antifascismo militante, parole poche mazzate tante” non tanto per la poca voglia di parlare ma la diffusa incapacità a pensare. E’ l’antagonismo duroepuro; il rifiuto retorico del “sistema” lo pone all’esterno di ogni dinamica sociale che non sia la propria. Nell’impossibilità di inserirsi nei conflitti sociali, nell’incapacità di pensare forme per contrastare la xenofobia diffusa, focalizza la propria lotta contro l’estremismo di destra riducendo la propria azione al piano militare. Sulla sua efficacia, i dubbi sono molti. Il suo rapporto con i media è contraddittorio: i duriepuri cacciano via i giornalisti, i servi del potere, ma le loro azioni eroiche (il rogo di qualche macchina..), il loro look bellicoso, il loro linguaggio stereotipato sono come un sogno per i media, soprattutto se reazionari.

Questo mi sembra molto schematicamente lo scenario, ovviamente non credo che tutti i portavoce siano arrivisti e ce n’è qualcuno intelligente, ovviamente nello pseudozapatismo ci sono anche compagn* e gruppi che lavorano seriamente (soprattutto in progetti di cooperazione internazionale), ovviamente nell’antifascismo militante ci compagn* che forse ci sono capitati per sbaglio e che ben presto lo lasceranno o, se possibile, lo cambieranno. Ovviamente ci sono molte differenze a livello nazionale e questo mio schema interpretativo nasce dalla mia esperienza (milano).

E poi c’è tutta una sinistra radicale sommersa, nascosta. Nascosta non per propria volontà ma perché, non essendo come lo pseudozapatismo coincidente con la propria immagine (mediatica) né essendo fotogenico come l’antifascismo militante, non pone il rapporto con i media tra le sue priorità. Cos’è questa sinistra radicale sommersa? E’ quella composta d’associazioni di quartiere, comitati di famiglie occupanti, scuole d’italiano per migranti, comitati di solidarietà internazionale.. compagn* che cercano su piccola scala di pensare nuove forme di commercio equo, di inventarsi nuove forme di aggregazione, di trovare nuove forme di arte.. compagn* che partecipano a movimenti sociali reali e isolati magari in un call center. Ci sono tentativi di collegare, di unire, di mettere a confronto.

La mia esperienza è quella di un collettivo della sinistra radicale che per dei motivi contingenti ha trovato sede in un quartiere della periferia sud milanese, non lontano da casa mia. E’ un quartiere ghetto con ogni tipo di problema (negri, arabi, tossici, occupanti, disoccupati, “minori a rischio”, razzisti, clandestini, spacciatori, mafiosi, disadattati generici o eclettici..). Il nostro modo di fare e pensare la politica è cambiato radicalmente, per dare un’idea: ci sono due scuole d’italiano per migranti (serale per tutt* e diurna rivolta alle donne); doposcuola per ragazzini ed adolescenti; uno sportello casa in collaborazione con un sindacato inquilini (consulenza per inquilini regolari o occupanti, italiani e stranieri; promozione di lotte specifiche); uno sportello legale tenuto per permessi di soggiorno, lavoro e famiglia. Più iniziative temporanee ed occasionali. Si collabora con chi ci sta, ci si è trovati a fare delle cose con un prete di una parrocchia vicina e a ritrovarsi dall’altra parte rispetto a dei compagn* (quando gli zingari diventano un fantasma elettorale..). E’ nella realtà che si misurano le affinità, non negli slogan. L’idea è quella di cercare di favorire la formazione di un tessuto sociale solidale, a questo serve un posto in cui passano italiani e stranieri, persone con problemi diversi che magari si guardano in cagnesco. E’ faticoso spesso, e anche divertente. Come interagire coi media? ma ancor prima perché? Se l’idea è quella di formare e far parte di un tessuto sociale reale quotidiano, i media classici né sono la negazione. Poco male; forse è meglio restare in piccolo e cercare la profondità, piuttosto che l’effimero delle grandi scale. Nell’immagine mediatica ci si autocompiace della propria figura, nella propria piccola realtà ci si scontra quotidianamente con i propri limiti e le proprie impotenze. Si ha a che fare con persone reali, nel male e nel bene, nell’indifferenza e nei sorrisi.

In bilico tra la sinistra radicale mediatica e il potere inglobante del privato sociale (su cui non vi annoierò), questa è la sinistra radicale che spero riesca a crescere . Una sinistra che non ha bisogno dello spettro di Berlusconi per esistere.

Ripensare i media? Ci sono radio che cercano di rompere il rapporto gerarchico giornalista/fruitore passivo, ci sono esperimenti in rete per l’elaborazione di media orizzontale. Penso che ci siano due percorsi: la costruzione di media che siano strumento di scambio e confronto reciproco (è evidente che non basta aprire un sito, indymedia è emblematico delle potenzialità e dei limiti); la produzione di opere (documentari, film, scritti, canzoni) volte a suscitare i dubbi (la presentazione di un dubbio può togliere dalla passività il fruitore).

..firmato.. chienSabe ..::: 13:08 :::.. link | commenti (3)
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approfitto di una pausa dalle mie prestazioni lavorative gratuite all'universita' per salutarvi tutti: domani mattina abbiamo l'aereo per casaFidel, torneremo lunedi 22 sera. se avessi tempo e un browser migliore troverei lo spazio per commemorare uno dei piu' grandi uomini (seppur con i suoi difetti) del nostro tempo: Yasser Arafat che ci ha tristemente lasciati stamattina dopo giorni di agonia.

..firmato.. marcosardo ..::: 11:07 :::.. link | commenti (4)
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novembre 10 2004

 

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novembre 7 2004

 

Oggi ho assistito a una delle cose più vergognose dei movimenti autorganizzati (e non). Ho partecipato alla manifestazione contro la finanziaria della "Sinistra antagonista", perchè infastidito che ancora non fosse stato organizzato nessun evento in proposito. Ero con la mia amica C. e per buona parte del corteo abbiamo discusso su come fosse obsoleto e reiterato fino alla morte il linguaggio di questo movimento, di come la cultura del fare politica nella sinistra extra-parlamentare sia praticamente invariata da decenni, soffocata da una (non) spinta conservatrice che si riscontra forse nei circoli dei testimoni di Jeova. E abbiamo discusso su come tale forma renda il tutto sterile, su come si fondi su una chiusura del gruppo in se stesso, su un esclusivismo più o meno inconscio che in quanto tale si sogna di coinvolgere e convincere chi osserva dall'esterno. Così, tra una chiacchiera e l'altra abbiamo superato il corteo e siamo arrivati davanti Feltrinelli, dove abbiamo sostato. Leggevamo una pagina di un libro quando una vagonata di gente proveniente dal corteo è entrata. In testa al gruppo c'era un manipolo di una decina di persone che scattavano foto, riprendevano e regalavano copie pirata de "La mala educacion", il tutto accompagnato da un tizio col megafono che "sloganava": "Contro il copyright....liberiamo il sapere.....riappropriamoci della cultura....vi regaliamo il film di almodovar..." ecc....Questo manipolo, per quanto ho potuto vedere, si è limitato a fare caciara e regalare dvd. Tuttavia dietro a questi s'è accodato una turba di gente (chi a viso coperto, chi no) che ha cominciato a saccheggiare la libreria: pile di libri infilati dentro gli zaini, mazzi di "Farenheit 9/11" portati in braccio...e i commessi che non potevano fare nulla perchè chiamare la polizia avrebbe creato il casino vero. Ma come cazzo si pretende di fare politica così? Cosa cazzo avrebbero dovuto pensare chi ha visto "quelli di estrema sinistra"...."i disobbedienti" entrare da Feltrinelli x razziarlo? Come si può pensare di coinvolgere, stimolare, sensibilizzare, "coscentizzare" qualcuno in questo modo? Non lo si può pensare, infatti! Per questo credo che la cosiddetta "Sinistra antagonista" in realtà non ha alcun interesse a fare nulla di ciò che ho appena elencato. E per questo il loro attivismo finisce per rivelarsi totalmente sterile, un passatempo ludico, e in queste vesti si presenta all'esterno. Senza parlare poi di come ti dai la zappa sui piedi da solo, di come ti rendi strumentalizzabile da quella merda de Silvio "Er bandana"&scagnozzi, di come infanghi la sinistra quando contro di essa già da anni viene portata avanti una spietata campagna di demonizzazione ideologica e non. Prima del saccheggio riflettevo con C. sul fatto che purtroppo, come al solito, di questa manifestazione non si sarebbe parlato per niente. E invece a sorpresa stavolta i TG nazionali se ne sono occupati e come, ma solo x legarla all'episodio di Feltrinelli e a quello di stamattina del supermercato Panorama. La cosa m'ha turbato non sapete quanto....sono incazzato nero e profondamente rattristato. Mi sapeva di rogo dei libri. Sono convinto che Forza nuova non sarebbe mai arrivato a tanto!

PUBBLICO DI MERDAAAAAAAA!!
PUB-BLICO-DIMER-DA!
!PUB-BLICO-DIMER-DA!
!PUB-BLICO-DIMER-DA!
!PUB-BLICO-DIMER-DA!!

..firmato.. hattorihanzo ..::: 03:42 :::.. link | commenti (22)
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novembre 6 2004

 

OK, SONO FINITI I TEMPI DI KEN FALCO!! Ma ben altri falchi si vedono volare in circolo sulle nostre teste. I falchi di Bush: Cheney, Ramsfeld, Perle, Wolfhovitz, Powell, intervistati dal francese William Karel nel doc "IL MONDO SECONDO BUSH", in edicola con Internazionale qualche settimana fa. La mia riflessione è stata: di qui si esce solo con un altro conflitto mondiale. Se volete ve lo presto per un cineforum a Casaruben!

..firmato.. hattorihanzo ..::: 15:36 :::.. link | commenti (15)
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Sono stato sin troppo in silenzio sull'elezione di Bush...vi propongo gli estratti di un articolo di M. Moore che troverete qui. Comunque ecco come sono andate le elezioni

Cari amici,
Ok, che schifo. Davvero che schifo. Ma prima che vi buttiate troppo giù cerchiamo, con le parole di Monty Python, di “guardare sempre al lato positivo della vita!”. Dopo le elezioni di martedì ci SONO alcune buone notizie.
Ecco 17 motivi per non tagliarsi le vene:

-. Per legge, George W. Bush non può candidarsi di nuovo per la presidenza.

- La vittoria di Bush è stata la vittoria con il margine PIU’ STRETTO di un presidente dai tempi di Woodrow Wilson nel 1916.

-. La sola fascia di età in cui la maggioranza ha votato per Kerry è stata quella dei giovani adulti (Kerry: 54%, Bush: 44%), il che dimostra una volta di più che i vostri genitori hanno sempre torto e che non dovreste mai ascoltarli.

- Malgrado la vittoria di Bush, la maggioranza degli americani pensa tuttora che il Paese stia andando nella direzione sbagliata (56%), crede che non valeva la pena di combattere la guerra (51%) e non approva l’operato di George W. Bush (52%). Nota per gli stranieri: non cercate di capirci qualcosa. E’ una cosa americana, come le Pop Tarts. (dolcetti ripieni di marmellata alla ciliegia, NdT)

-. Il Michigan ha votato per Kerry! E così ha fatto l’intero Nord-est, dove è nata la nostra democrazia. Così hanno fatto sei degli otto Stati dei Grandi Laghi. E tutta la Costa occidentale! Più le Hawaii. Ok, è un inizio. Abbiamo la gran parte delle acque potabili, tutta Broadway, e il Monte St. Helens. Possiamo disidratarli o sotterrarli nella lava. E niente più canzoni di spettacoli!

-. L’88% del voto per Bush è venuto da elettori bianchi. Tra cinquant’anni, l’America non avrà più una maggioranza bianca. Ehi, cinquant’anni non sono poi così tanti! Se hai dieci anni e stai leggendo questa lettera, i tuoi anni d’oro saranno davvero d’oro e sarai ben assistito nella tua età d’oro.

-.Ammettelo: ci piacciono le gemelle Bush e non vogliamo che se ne vadano.



..firmato.. marcosardo ..::: 13:25 :::.. link | commenti (9)
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novembre 5 2004

 

Attenzione! Fate una pausa da quello che state facendo. Satana e' ciuccio inciorno a ce. Voi non ve ne accorgete. Il vostro cervello immagazzina messaggi che voi non vi rendete conto di interiorizzare. E' cosi' che il Male chiama il suo esercito. E' cosi'che ciascuno di noi ha il Male annidato dentro. Le Comunicazioni di massa sono il piu' grande arruolamento di massa inconsapevole. E dico sopratutto a voi, seguaci del Rock. Voi che ignorate i messaggi devianti che esso veicola. La Chiesa c'ha messo millenni ad edificare un ordine morale che dentro di voi, divoratori di musica mostruosa, sta gia' scricchiolando e cedendo alla perdizione, alla dannazione come valore intrinseco. Esigo che Questo Sito venga immediatamente messo tra i link fissi della casa.(ma pure i generatori di racconti di Melissa P. e altri...). E scoprirete, voi ingenui, che i Black Sabbath, gli Slayer e i Venom approfittando della vostra buona disposizione vi inculcano a vostra insaputa concetti malefici, ma anche i Queen, i Roxette, Prince e Zucchero. Per non parlare di Walt Disney! Insomma questo sito e questo post si prefiggono uno scopo preciso: combattete il demone con la vostra coscienza! Attenti al SblimiMale!

..firmato.. il_vile ..::: 13:15 :::.. link | commenti (17)
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novembre 4 2004

 

Piccolo inciso sulle perle dell'università italiana... La mia relatrice parte oggi, torna il 15dicembre e riparte il 16, quindi il giorno della mia discussione (il 17, sarebbe bastato posticipare la partenza di UN GIORNO o far anticipare la discussione!!!) non sarà presente. Non ha intenzione di nominare un sostituto, non ha assistenti, non ha finito di leggere la mia tesi (già rilegata peraltro), si limiterà a scrivere una lettera alla commissione. Devo preparare DA SOLA una presentazione di circa 6 pgg sulla mia tesi, e spiegare in 5 minuti a gente che non ha letto quello che ho scritto un'intera tesi sperimentale di 80 pgg su cui ho perso 6 mesi del mio tempo. Sono la relatrice di me stessa. E vi assicuro che non é una tesi semplice da spiegare per chi non può in alcun modo conoscere lo strumento che ho utilizzato (la cui spiegazione dovrà rientrare nelle 6 pgg, e ci hanno scritto sopra dei libri!!!). Insomma vale proprio la pena fare le cose per bene, no?!? Bello vedere che gli altri hanno a cuore il proprio lavoro e portano a termine gli impegni presi... Se non mi danno il voto che merito GIURO formalmente davanti a Casaruben che denuncio tutti e tiro fuori un casino, il giorno stesso!!! E comunque c'é gente - anche del vecchio ordinamento - che si laurea con lei a febbraio e fino a metà gennaio non la rivede, tanto perché aiuta molto i suoi studenti nella stesura della tesi...

..firmato.. DonnaBionica ..::: 19:23 :::.. link | commenti (14)
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I LEONI NON SENTONO IL RICHIAMO DELLA FEDE

..firmato.. amstel ..::: 00:05 :::.. link | commenti (6)
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novembre 3 2004

 

Marines

nelle mani dei marins

..firmato.. chienSabe ..::: 12:51 :::.. link | commenti (5)
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"AMERICANI VACCARI!!" e ora linciatemi!

..firmato.. hattorihanzo ..::: 10:18 :::.. link | commenti (13)
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novembre 2 2004

 

fortuna che ho trovato un buono specialista!!

 

..firmato.. chienSabe ..::: 16:55 :::.. link | commenti (15)
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