la vita è come la scala del pollaio: corta e piena di merda (sardo)
ovvero:
la scienza di Lenin presidente da forza alle braccia e alla mente
poniamo caso che alla tenera età di 27 anni vi manchi ancora un anno e mezzo alla laurea specialistica e che stiate per partire in erasmus per il portogallo. poniamo che siano 27 anni che cazzeggiate in quanto studente e che vi siate programmati i prossimi 2 anni sull'onda degli ultimi 27. poi a un certo punto vi arriva uno che vi offre un lavoro, un buon lavoro, ben retribuito, ottime possibilità di carriera, leggermente pertinente con ciò che avete studiato, un solo incoveniente: dovreste rinunciare all'erasmus. allora comincereste a pensare (nell'ordine):
1)non male, ma tanto me ne vado a lisbona.
2)cazzo, interessante, ma vuoi mettere con l'erasmus a lisbona.
3)si vive una volta sola, quando mi ricapita di cazzeggiare a lisbona per sei mesi?
4)ne mangerò due!
5)per il lavoro c'è sempre tempo.
6)ormai ho detto a tutti che parto, quindi parto.
7)gnocche in tanga sulle spiagge...
8)certo che il danese c'ha proprio il cazzetto.
9)ma che sei matto? non ci pensare minimamente.
10)non sono mai stato il tipo che rinuncia all'erasmus per cominciare a vestirsi in giacca e cravatta tutti i giorni.
11)mi laureo così sono al pari con tutti e poi si parla di lavoro, tanto sono ingegnere elettrico, il lavoro si trova, se sà.
12)pisto tutte le sere in qualche locale di lisbona...
13)vado a lisbona imparo il portoghese e l'anno prossimo faccio la tesi in brasile...gnocche in tanga sulla spiaggia.
si...OK...cristallino...ma perchè alla fine accettate il lavoro?
Come tutti gli appassionati di Moretti sanno, il primo passo verso la follia è scrivere lettere ai potenti e ai giornali. Io inizio dal basso, cioè da Veltroni, sulla storia assurda di dedicare una strada a Quattrocchi. La lettera l' ho mandata anche a Repubblica, Unità e Manifesto
LETTERA APERTA ALSINDACO VELTRONI
Egregio Signor Sindaco,
sono un cittadino romano e sono un Suo elettore e sostenitore al punto da avere collaborato con entusiasmo nel 2001 alla campagna per le elezioni comunali. Ammiro molto quanto Lei ha fatto per Roma anche e non solo dal punto di vista culturale e sociale. Le scrivo a riguardo di una vicenda che ha suscitato vive polemiche ultimamente e sulla quale mi trovo in profondo disaccordo con Lei.
Ho letto su parecchi giornali della Sua iniziativa di dedicare una strada della nostra città a Fabrizio Quattrocchi per il coraggio dimostrato mentre stava per essere assassinato in Iraq nell’ Aprile del 2004. Nessuno dubita che Quattrocchi abbia mostrato una fermezza rara per chi si trova di fronte ai propri assassini ma penso che questo non sia affatto un motivo sufficiente per dedicargli una via come si è soliti fare per personaggi storici o di indubbio valore civile. Fabrizio Quattrocchi non era in Iraq per motivi umanitari o per svolgere un mestiere di valore civico come il giornalista o il medico. Non era nemmeno in Iraq come militare italiano, quindi svolgendo un rischioso compitoal servizio del nostro paese, sebbene io ritenga che la presenza dei nostri militari in Iraq sia una vergogna per l’ Italia e la Costituzione. Il ruolo svolto da Quattrocchi in Iraq era quello denominato di “contractor” cioè di guardia privata incaricata di proteggere imprenditori europei e americani dagli attacchi della guerriglia irachena. L’ opinione mia, e di moltissima gente, è che ciò che sta accadendo in Iraq è una occupazione illegittima e che la cosiddetta ricostruzione non è altro che una rapina ai danni del popolo iracheno in cui i proventi della vendita del petrolio vengono ceduti ad imprese occidentali per pagare la ricostruzione di infrastrutture distrutte proprio dagli eserciti occidentali in una guerra di aggressione oltre che da dieci anni di un vile embargo, imposto sempre dall’ occidente, che ha causato la morte di quasi un milione di persone.
Naturalmente il ruolo di Quattrocchi in tutto ciò non è stato assolutamente di primo piano e dubito anche che si rendesse conto di quanto le iniziativedell’ occidente verso l’ Iraq fossero tutt’ altro che disinteressate e anzi causa di indicibili sofferenze. Quattrocchi è morto con coraggio maa seguito di una attività che certo non è da additare ad esempio alle generazioni future in quantoattività collaterale e di collaborazione con l’ aggressione e occupazione criminale di uno stato. Non c’è alcun motivo dunque per dedicare una strada alla memoria di Fabrizio Quattrocchi, per non parlare poi della proposta fatta da altri politici di concedergli una medaglia al valore. Non voglio pensare che la Sua proposta fosse motivata da calcoli politici ed elettorali e credo che se rifletterà bene sulla questione si accorgerà che le strade della capitale d’ Italia meritano di portare il nome di persone che sono state di esempio non solo per come sono morte ma soprattutto per come sono vissute.
Il sito di cui vi avevo parlato tempo fa SCOPI: innanzitutto ci saranno sopra alcuni progettini personali tipo una pagina di news in modo da poter mettere le notizie che ritengo interessanti e che ogni tanto metto qui, pagine di politica e paranoia e altri argomenti che mi stanno cari.
Ma SOPRATTUTTO, vorrei che ci fossero tante cose collettive che risultano difficili da organizzare, e soprattutto da portare ad imperitura consultabilità, in un blog. Ad esempio ARCHIVI collegati a CASARUBEN, Machine-Truc ecc come pagine con raccolte di foto, di recensioni (film, libri, ristoranti, concerti, dischi ecc), i demo e le registrazioni personali ecc.
TUTTI VOI REDATTORI E AMICI, LIMITATAMENTE ALLO SPAZIO DISPONIBILE (che però dovrebbe essere parecchio), POTETE FARVI UNA O PIU' PAGINE CON QUEL CHE CAZZO VI PARE ...(giuro che pago io!). Ciò vuol dire che se vi serve spazio web, magari anche per lavoro, dovete solo dirmelo...
INSOMMA VORREI CHE FOSSE IL COMPLETAMENTO E IL DATABASE IDEALE PER QUESTO BLOG .
Per tranquillizzarvi vi specifico che tutti i miei progetti personali scollegati dall' essenza di CASARUBEN saranno semplicemente 'appoggiati' a rubenweb che quindi dovrebbe essere una specie di network con dentro, volendo, tutto e il contrario di tutto, se necessario a compartimenti stagni, senza indebiti collegamenti tra parti che non ci azzeccano nulla tra di loro (inutile chiedere a chi visita le recensioni di cucina di leggersi le mie opinioni su bush....)
Per invogliarvi vi dico che : -pinuccio già ha accettato con entusiasmo di creare un database delle sue recensioni metal di carodiario. - E io, Marco e Andrea di fisica faremo una rubrica di cucina e recensioni di ristoranti etnici - E tante idee già stanno fermentando...
1) Visione collettiva di "Lady Vendetta" (sbrigarsi perchè è rimasto in pochi cinema)
2)VISIONE COLLETTIVA DI "MATCHPOINT" (il film di W. Allen con l' ineguagliabile Rossella Johansson)
3) quando esce visone di "I segreti di Brokeback Mountain", sarebbe a dire "I segreti della Montagna Culorotto" (il film premiato a Cannes e proibito in Utah, sulla storia di 2 cowboy gay)
Scusate se sottraggo un po' di spazio alle foto di capodanno per l'ennesimo post politico... Tanto per far capire bene dove sono i nuovi nazisti, e se passasse di qua un qualche 'fallace' gli farebbe bene leggere.
Lettera di un operatore di Al Jazeera detenuto a Guantánamo al suo avvocato britannico Clive Stafford-Smith
Punito per tre chicchi di riso e quattro formiche
Di Sami Muhydin al Hajj, 6 novembre 2005
Caro Clive,
Permettimi di confessarti una cosa. Non posso fare a meno di continuare a chiedermi: “Perché mi puniscono?” Questa domanda mi ossessiona, non riesco a togliermela dalla testa. La mia storia di punizioni è cominciata alla prigione di Bagram. Avevamo il permesso di andare al bagno solo due volte al giorno: la prima subito dopo l’alba e la seconda prima del tramonto, e ciascuno doveva attendere il proprio turno. Ricordo una volta in cui ne avevo veramente l’urgenza, e sussurrai all’orecchio della persona che era davanti a me di lasciarmi passare avanti. Allora il soldato di guardia mi urlò rabbiosamente: “Non parlare,” e mi ordinò di uscire. Mi legò le mani con del filo di ferro e mi lasciò là fuori tutto il giorno a tremare di freddo, tanto che dovetti orinarmi addosso provocando l’ilarità dei soldati e delle puttane. [continua nei commenti]
Vi prego di notare la smagliante interpretazione dei due performer. Kurtz è un 2005 stanco e terrorizzato. Agonizzante direi. Il Vile incarna la carica di entusiasmo, quasi sessuale, con cui il 2006 irrompe nella quotidianità in cui il 2005 si era appena adagiato. Orrore e sorpresa, gaudio e maleficio. L'intensità estatica delle maschere non può non comunicarci l'attesa, l'ansia per il futuro e la drammaticità di tutto ciò che sta per trasformarsi in passato. In modo cruento o in modo gioioso. Ma sempre tragico. Applausi.